Un Accendino Blu

by Michele Briganti

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1.
Mento in alto, vento addosso occhi accesi verso il nuovo orizzonti da spogliare e riscoprire ed un ricordo da portare sempre addosso anche fossi solo al mondo e non avessi alcun rimorso Cento passi, tutti avanti nella mente c’è l’immagine del cane che mi riportava i sassi Un paesaggio ancora familiare Che belli quei colori Risento anche gli odori Mi sento così vivo ! Mi chiedo come mai Non accada così spesso Di prendere più tempo per stare con me stesso? “E chissà se ancora ci sarà quel fusto dimezzato Dove è inciso una parte di passato Con la lama del coltello che è poggiato sul camino a far da guardia a ciò che è stato Ricordi che riaffiorano, pensieri che mi sfiorano Mi sento così bene che vorrei poter restare un altro un po’ mi sento già rinato Passeggiando tra memorie del passato…” Verdi, polloni dei castagni Le lame li hanno incisi tante volte per fare flauti ed armi Che bello ricordarsi come fare riprovarci ancora adesso grazie a te io sono un figlio che ha qualcosa da insegnare E chissà se anch’io sarò altrettanto bravo nel farlo a mia volta ricordare “E chissà se ancora ci sarà quel fusto dimezzato Dove è incisa una parte di passato Con la lama del coltello che da sempre sta poggiato sul camino a far da guardia a ciò che è stato Ricordi che riaffiorano, pensieri che mi sfiorano Mi sento così bene che vorrei poter restare un altro un po’ mi sento già rinato Passeggiando lentamente tra memorie del passato…”
2.
“… ma cosa ci fai qui… lo sai che io non posso… E non voglio, e non posso, e non voglio… Ma dai… restiamo così…” Come non sapessi che anche io ti voglio Adesso non mi provocare che io non ti posso… Voglio solo dire che non ti posso avere Non ti impermalosire che io non ci posso Fare niente però se vuoi Io potrei dire “SI” Ma rimanendo così Come se Niente Fosse Vorrei Proprio dire di no Almeno per un po’ Almeno il tempo di poterci pentire Però…. So che credi adesso Che io voglia fare se… …mplicemente e solamente Quello che mi va Ma sai che io non posso Lo vedi che ci soffro! Con lei ho già fatto un passo E poi che si fa? Però se tu continui così Io potrei dire “SI” Ma dovrei dire di “NO” Almeno per un po’ Ma dai che forse è meglio così Se rimaniamo qui Come se niente fosse… Come se niente fosse… E stanotte non dormirò Già so che ti penserò però, farò, Come se Niente Fosse… E quando ti incontrerò Vedrai ti guarderò Ma poi farò Come se Niente Fosse… E quando poi dormirò Vedrai che ti sognerò Però, Sarà Come se Niente Fosse… E quando ti incontrerò Vedrai ti saluterò Ma poi farò Come se Niente Fosse…
3.
Cosa importa cosa è stato se usavamo i nostri istanti a discutere sul titolo senza mai andare avanti in un romanzo ambientato fuori tempo senza scriverne la storia perché farlo non avrebbe avuto senso… Cosa importa cosa è stato, se eravamo due parole che rimavano tra loro… ma non nella stessa frase cosa importa se stavamo li ad attendere… tra le virgole, come parti di una frase che potresti pure omettere… Cosa importa cosa è stato e se quel libro non lo ho letto cosa importa cosa è stato e se il finale lo ho soltanto immaginato cosa importa cosa è stato, cosa importa cosa è adesso cosa siamo diventati… o siamo stati Cosa importa cosa è stato o cosa siamo diventati proprio adesso, che la trama della storia non coincide con l’aspetto, che avevamo immaginato ma che escluse quelle frasi tra parentesi poi non abbiamo scritto Cosa importa cosa è adesso se anche prima restavamo ad aspettare, tra le virgole, l’arrivo di un finale che era scritto… forse proprio dall’inizio cosa importa se la pagina seguente fosse stata più avvincente Cosa importa cosa è stato e se quel libro non lo hai letto se hai strappato quelle pagine e le hai messe in un cassetto cosa importa cosa è stato, cosa importa cosa è adesso cosa siamo diventati o forse siamo sempre stati Cosa importa se rimane qualche dialogo da fare cosa è stato e se la fine la ho dovuta immaginare e se eravamo due parole in sospensione tra le pagine di un libro in attesa di un finale senza arbitrio Cosa importa cosa è stato o cosa siamo diventati Cosa importa cosa è stato e se eravamo innamorati per davvero Cosa importa se le nostre frasi ormai si sono perse Se scriviamo in altre storie e sopra pagine diverse E cosa importa cosa è stato, se quel libro non lo ho letto se è finito come un sogno, chiuso a chiave in un cassetto…
4.
04:10
E quasi quasi ordino quello che avresti preso tu… che strano ripensarci adesso dopo tanto che non ci sei più Ed ho ordinato anche “da bere” tu non lo avresti fatto mai un po’ di alcol può aiutare a non domandarmi che farai Senza cadere nell’inganno della nostalgia, per un flashback evocato dal menù ma di te ho solo bei ricordi… che senso avrebbe non ripensarci più… Strano rivederti qui a ridere di me per la faccia che facevo quando mi prendevi in giro… Strano essere da solo qui a ridere di te… E rivederti mentre usi alla rovescia la tazzina del caffè così la bocca puoi posarla dalla meno usata… Solo i mancini lo faranno come te… Ma l’alcol forse è ancora troppo poco per non domandarmi che farai … ma di te ho solo bei ricordi… e non ha senso non ripensarci mai… e infondo cosa ci sarà di strano nel domandarmi “adesso che farai”… se di te ho solo bei ricordi… che senso avrebbe, non dover pensarci mai…
5.
03:15
E se anche quando parliamo Ormai non siamo più noi Tu mi dirai, che non vorrai, Anche se infondo lo vuoi… E cercherò le tue attenzioni Scordando ciò che non vuoi Non capirò, Continuerò… Sapendo che non dovrei…. Cerchiamo sogni più grandi di noi Che poi, non vediamo più Desideriamo un futuro ma poi Restiamo un “Io” ed un “Tu”… Ma so… che ci vogliamo E forse adesso di più E tu dirai, che non lo sai… Che non ha senso così … Cerchiamo sogni più grandi che poi Ormai, non vediamo più Desideriamo un futuro ma “noi” Restiamo un “Io” ed un “Tu”… E ci facciamo del male e lo so Che forse, è meglio così Ma proprio adesso che Ormai non ci sei Vorrei, che tu fossi qui…
6.
03:34
Certo che si tratta di me, chi altri credi che io sia? Che se anche poi non ti dico chi è… in ogni cosa c’è qualcosa di me Ci sono cose che non ti direi nemmeno sotto tortura E non è per paura di un No… ma per mantenere lo “Status Quo”. Talvolta penso com’è che sarebbe se riuscissi a dirlo Che penseresti di me? Preferirei non saperlo… Ma forse ho osato già troppo per uno che non sa “bluffare” Che quando finge gli trema l’occhio… perché vorrebbe farsi scoprire. “Vado avanti così, che con un se e con un ma, posso scriverla io questa storia Essere attore e regista, cambiare la trama, scrivere i dialoghi e creare il colpo di scena. Andando avanti così, sul filo di un illusione, perché giocando da solo so vincere bene E anche se sono da solo, continuo a giocare perché così io potrò immaginare il giusto finale…” E questo strano equilibrio non so quanto sia conveniente Ma ho paura di fare, di dire, di agire e espormi ulteriormente E adesso credo tu sappia chi io sia, forse ormai è evidente E cosa importa se insieme a me, in testa hai anche altra gente “Io vado avanti così, che con un se e con un ma, posso scriverla io questa storia Stasera dirai di Si… perché ho deciso così… Domani deciderò se potrai dire di No… Vado avanti così, scrivendo il copione, di una storia un po’ fine a se stessa, di un illusione Ma io continuo a giocare perché così io potrò immaginare il giusto finale…”
7.
Son qui, che aspetto di mancarti, E provo un po’ a resistere per non essere sempre io a cercarti… Che strano il tuo concetto di: “domani ci sentiamo”… Se di domani ne sono passati e ancora non mi hai ricercato Ed io… neanche ho ri-chiamato… E adesso sarà il caso che riesca ad accettare Che quello che è passato Non può certo ritornare Inutile pensare Che cosa avrei voluto Che cosa mi è rimasto Di quello che mi hai dato… “Due gocce di “Chloè” in un fazzoletto Son servite solamente a profumare Il contenuto di un cassetto Un accendino blu che non funziona più Che certo mi ha aiutato Per quelle sigarette che non ho fumato… Lo sai non ho fumato… o perlomeno Non ho ricominciato…” Son qui che aspetto ancora di mancarti E nonostante sappia non sia giusto Ho tanta voglia di cercarti Ci provo anche a convincermi Mi sforzo di pensare Che quello che mi hai dato… non sia niente di speciale “Due gocce di “Chloè” in un fazzoletto Son servite solamente a profumare Il contenuto di un cassetto Un accendino che, non ha mai funzionato È ciò che mi è rimasto, di quello che mi hai dato Un gesto del tuo affetto Chiuso dentro il portafoglio È certo un bel ricordo Ma non è quello che voglio Un accendino blu che non funziona più Che certo mi ha aiutato Per quelle sigarette che non ho fumato… Lo sai non ho fumato… o perlomeno Non ho ricominciato…”
8.
Ci sono giorni che spesso non assomigliano a niente ed altri invece che poi profuman di noi E certe sere fatico persino a ricordare il mio nome e a volte mi maledico perché non riesco a spiegarmi come… Ci sono giorni anche adesso In cui non credo più a niente ed altri ancora che poi Non penso che a noi E certe notti fatico persino a prendere fiato perduto in mari di stoffa dietro un pensiero sbagliato… “Ma sai che ti dico? Va bene così! Anche se sei al centro dell’ombelico del nodo che ho qui… So che ogni cosa ha un inizio E forse una fine Come fa il sole al tramonto Quando si ferma a baciare il confine”. E fino a ieri morivo soltanto delle illusioni per cui adesso vivo è l’autostima che fa un altro nodo sulle parole che penso e che dico E come tanti ancora io sbaglio Incatenato alle mie convinzioni Ma porto certe negli occhi le aurore Delle le mie nuove ragioni ! “Ma sai che ti dico? Va bene così! Anche se sei ancora al centro dell’ombelico del nodo che ho qui… So che ogni cosa ha un inizio E forse anche una fine Come fa il sole al tramonto Quando si ferma a baciare il confine”. “E allora sai che ti dico? Va proprio bene così! Anche se sei ancora al centro dell’ombelico del nodo che ho qui… So che ogni cosa ha un inizio E certamente una fine Ed io son stato il tramonto Tu solamente il confine”.
9.
Se fosse così facile, cambiare certe cose Se non ci fossero le spine tra i rami delle rose Se solo io sapessi accontentarmi dei brevi attimi di te. Eppure è così lieve quell’immagine di me Che nutre la sua essenza in pochi attimi di te Vissuti dentro un Bar a bere un succo di pompelmo od un caffè. Ma so che avere un altro cuore a cui pensare, è più importante di me E so che è giusto, che dovrei lasciarti andare, ma non riesco a rinunciare a questi attimi di te. Se fosse così facile noi non saremmo qui Due sguardi che si cercano e si inseguono così Un abbraccio consumato tra un tra un panino e una risata in autogrill E se là fuori non ci fosse un mondo intero, a ricordarmi di te forse potrei lasciarti andare per davvero, ma non riesco a non volere ancora un attimo di te. Ed ho creduto in questo un sogno il ritrovarmi con te ma adesso ormai io ne ho bisogno, Ti prego resta ancora un po’, ancora un attimo con me Se fosse così facile, cambiare certe cose Non ci sarebbero le spine tra i rami delle rose E forse io saprei che cosa fare per tenerti insieme a me E anche se adesso tutt’intorno ho un mondo intero a ricordarmi il perché Io, Vorrei lasciarmi andare per davvero, perché non riesco a non volere, desiderare di scoprire, come sarebbe la mia vita, piena di attimi di te.
10.
Dottore, mi consenta di parlare, lo sa che in questi casi ci resto molto male Vorrei che mi potesse un po’ ascoltare, ritengo di poter aver qualcosa da ridire Vorrei che mi riuscisse a far capire, come mai Lei non si possa mai smentire Se crede che sia giusto, che io accetti di buon gusto, che Lei mi debba sempre criticare Dottore Lei ha una dote che io forse mai avrò, probabilmente il Suo cinismo puro e critico Consente di applicare ogni Sua acuta conoscenza, nonostante le evidenze di una cauta diffidenza Vorrei aiuto nel capire cosa passa nella mente, di quelli come noi che infondo contan quasi niente E che osano pensare che anche le loro teste, producano talvolta le risposte giuste… E soprattutto mi dica come mai, Lei che ha capito tutto non sorride quasi mai mi dica come mai non Si confonde con quelli come noi, lo Sa che siamo ancora in molti a non pensarla come Lei in special modo mi dica come poi, potremmo egevolarLa prostrandoci più a lei che forse noi sbagliando non riusciamo ad accettare che è giusto per noi stolti, lasciarci giudicare Mi scusi sa Dottore, perdoni se l’ho detto, capisco che discutere con Lei sia quasi ingiusto Infondo Lei ha una dote che io forse mai avrò, riesce ad ottener da me anche quello che non ho Mi presti il Suo prezioso aiuto nel capire come mai, talvolta mi consento di non pensarla come lei Perdoni se ho creduto di potergliene parlare, ma sa di alcune cose poi ci resto anche un po’ male E soprattutto mi dica come mai, Lei che ha capito tutto non sorride quasi mai mi dica come mai non Si confonde con quelli come noi, lo Sa che siamo ancora in molti a non pensarla come Lei in special modo mi dica come poi, potremmo egevolarLa prostrandoci più a lei che forse noi sbagliando non riusciamo ad accettare che è giusto per noi stolti, lasciarci giudicare In special modo mi dica come e se, potrei assecondare il suo volere senza rinunciare a me ma infondo è giusto che io riesca accettare che il bello di noi stolti è lasciarci criticare, lasciarci giudicare, lasciarci condannare!
11.
Fuori è giorno … e ancora non ho sonno conto i passi, giro in tondo, guardo intorno, è uno strano passatempo però adesso non mi sento di riprendere la strada … Vado a letto ancora sveglio e sai che novità … se mi succede quasi sempre dall’esame di maturità “Le giornate che finivan troppo in fretta … il futuro era solo una vaga macchia incerta un quadro astratto che nessuno sa spiegare e che ancora non aveva la firma dell’autore Ed ho vissuto altre persone, condiviso tempo e istanti … Deviato il mio percorso per non dover andare avanti Come l’eco del mio ego insoddisfatto Che preferisce fare il giro, anche per andare a letto”. Vado a letto e ancora sono sveglio E mi sveglio con il sonno Chissà poi che novità … Se mi succede ad ogni giorno Ma i riflessi degli specchi per allodole che fanno da contorno a questa prosa Mi ritagliano la luce come queste tapparelle quando ormai lo sai di già come sarà la tua giornata “Le giornate che finivan troppo in fretta … il futuro era ancora una grande macchia incerta un quadro astratto che nessuno sa spiegare ma che almeno porta addosso la firma dell’autore Ed ho creduto alle parole, confondendole coi fatti … Violentato il mio pensiero come fanno solo i matti Incoerente come l’eco del mio ego insoddisfatto Che proferisce fare il giro anche per andare a letto”. E ho ripreso quella strada nonostante i tanti passi era quella già tracciata che mostrava ancora a tutti i miei riflessi “Le giornate che finiscon troppo in fretta… il futuro resta ancora un’enorme macchia incerta un quadro astratto che ancora, non mi so spiegare ma che porta in fondo a destra la mia firma come autore Un quadro astratto come l’opera di un folle con la firma di un autore che forse non avrà neanche valore … e resto qua ovattato dai cartoni delle uova a confondere i ricordi per non pensarci ancora …”

about

Prodotto e realizzato in completa autonomia dall'autore, sia nella composizione di musiche, testi ed arrangiamenti, che nelle fasi di registrazione, Mixing e Mastering, "Un Accendino Blu" è l'album di esordio del Cantautore Toscano "Michele Briganti" sarà disponibile al download a partire dal 01/02/2019.
L'album si rifà principalmente alla "scuola classica" del cantautorato italiano, presentando costruzioni musicali, tipiche della "folk song" e della "ballad acustica", integrate con innesti ed arrangiamenti più tipici del Pop nostrano che mirano a creare un prodotto più "attuale" senza comunque snaturare la ricerca di una sonorità di natura "intimista".
Il disco, completamente realizzato in Home Studio, propone frammenti di vita passata basandosi principalmente sul tema del ricordo e delle storie d'amore ed andando volutamente a delineare un atmosfera, molto tipica dello stile cantautorale, leggermente malinconica ed introspettiva.

sites.google.com/view/michelebriganticantautore/la-mia-musica/un-accendino-blu-presentazione

credits

released February 1, 2019

Produzione e Realizzazione: MB Musical Recording by Michele Briganti
Registrato in Home Studio tra giugno 2016 ed ottobre 2018
Distribuzione Diretta in forma privata

Musiche ed Arrangiamenti: Michele Briganti

Testi: Michele Briganti (Il testo del brano «Va Bene Così» è stato scritto insieme a Marco Mura)

Esecuzioni:

Michele Briganti: Chitarre Acustiche ed Elettriche, Basso Acustico ed Elettrico, Guitar Synt, Armonica a Bocca, Cajon e Percussioni, Batterie, Tastiere, Synt, Voce e Cori

Leonardo Bianchi: Batterie nei brani «Status Quo», «Quello Che Mi Hai Dato», «Va Bene Così», «Signor Dottore»

Mixing e Mastering: Michele Briganti, Enrico Giusti

Progetto e Realizzazione Grafica: Michele Briganti

Foto di copertina: Enrico Giusti

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Michele Briganti Italy

MUSICA dal VIVO - INTRATTENIMENTO MUSICALE e PIANO BAR - HOME STUDIO Recording e Mixing. Cantautore Toscano alla pubblicazione del suo primo Album. Brani disponibili sui "Digital Store" a partire da dicembre 2018

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